Raccolta di articoli divulgativi o di approfondimento sulle best practices organizzative più diffuse.

Mappe mentali e formazione pt.1: la neuroplasticità

Come società di formazione, ci siamo resi conto che spesso, per i nostri partecipanti, era insolito tornare “dietro i banchi”, rimettendo in discussione conoscenze e dovendone acquisire o consolidare di nuove.

Per questo motivo un aspetto fondamentale della nostra attività è il metalearning, ovvero utilizzare strumenti e fornire competenze funzionali all’apprendimento; in poche parole: non solo contenuto, ma anche metodo; imparare come imparare.

I nostri lettori sanno che abbiamo spesso affrontato il Mind Mapping come approccio funzionale alle attività lavorative, come tool imprescindibile per i nostri amici Project Manager.
Oggi vogliamo invece indagare i motivi per cui abbiamo eletto le mappe mentali a strumento principe anche per il meta-apprendimento, anzi – un motivo in particolare, quello alla base di tutto e anche del rapporto tra mappe mentali e formazione: la neuroplasticità.

MAPPE MENTALI E FORMAZIONE _ NEUROPLASTICITÀ

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Perché un Project Manager dovrebbe usare le Mappe Mentali?

Chi conosce il mind mapping già sa che è una tecnica assolutamente versatile e applicabile a numerose attività: dallo studio al lavoro e all’organizzazione personale, dal brainstorming alla pianificazione, dal note taking al note making, le mappe mentali riescono a essere non solo un mezzo e uno strumento ma anche un metodo e un approccio.

In tal senso le mind map possono supportare anche le attività che concorrono alla gestione ottimale di un progetto, costituendo di fatto un immancabile strumento nella cassetta degli attrezzi del project manager.

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Mappe mentali e mappe concettuali: le differenze

Mappe mentali e mappe concettuali: le differenze

Articolo originale di E-quality Italia. Per saperne di più sulle mappe mentali guarda la registrazione del nostro webinar.

Uno degli interrogativi che vengono costantemente posti quando si parla di mappe mentali è “… E che differenza c’è con le mappe concettuali?”

Sebbene sia la mappa mentale che la mappa concettuale siano strumenti di rappresentazione grafica delle informazioni, le differenze tra le due tipologie di mappa sono molto profonde.

MAPPE MENTALI E MAPPE CONCETTUALI
Mappe mentali e mappe concettuali: le differenze, in una Mind Map

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Useclark®: il webinar

Useclark®: il webinar

Lo scorso 26 settembre Mark Tigchelaar, ideatore del metodo UseClark®, ha presentato il suo metodo in un webinar esclusivo per E-quality Italia. Se lo avete perso – o se volete rivederlo – non dovete fare altro che seguire il video qui sotto.

Useclark®: a cosa serve?

Oltre un milione di knowledge worker in tutto il mondo trascorre dalle tre alle cinque ore al giorno elaborando e analizzando le informazioni necessarie per il proprio lavoro, e questo tempo continua ad aumentare. Negli ultimi venti anni il flusso di informazioni è aumentato di venti volte. Siamo sommersi dalle informazioni che dobbiamo elaborare per il nostro lavoro, e non abbiamo strumenti per gestirle. L’effetto di questo sovraccarico è che ignoriamo le informazioni o le valutiamo superficialmente, e di conseguenza non siamo in grado di memorizzarle adeguatamente.
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Chi è David Allen, e com’è nato GTD®?

Chi è David Allen?

Articolo originale di E-quality Italia. Per informazioni sui nostri corsi GTD® fate click qui.

David Allen è nato a Shreveport, in Louisiana. Ha frequentato il college al New College in Florida, e ha iniziato gli studi universitari in Storia Americana all’università della California.

Negli corso degli anni David ha sperimentato decine di lavori, dal mago al cameriere, dall’istruttore di karate all’architetto di giardini, fino a diventare formatore su tematiche legate alla crescita personale. David ama dire che ha ricoperto trentacinque professioni prima di compiere 35 anni.

Dal momento che era più interessato allo sviluppo della persona che agli studi accademici, al business o alla carriera imprenditoriale David ha lasciato l’università, e per pagare l’affitto ha cominciato ad aiutare gli amici nelle loro attività di business, da buon “numero 2”.

Il maggiore interesse di David mentre svolgeva queste attività era rendere le cose più semplici; oggi parleremmo di miglioramento dei processi, David ama chiamare questa attività “pigrizia”.

Com’è nato GTD®?

David ha avviato il proprio studio di consulenza nel 1981, ma GTD® ha preso la forma attuale dopo l’inizio della collaborazione con Dean Acheson, consulente e mentore, che durante la propria attività di coach e consulente di change management aveva sviluppato alcune tecniche molto potenti.

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Webinar MindMaps®, ovvero come imparare ad imparare

MindMaps®, ovvero come imparare ad imparare

Impara a catturare informazioni e idee con la tecnica che ha aiutato oltre 250 milioni di persone in tutto il mondo a diventare più organizzate, produttive e creative! E-quality è orgogliosa di annunciare di aver aggiunto al proprio portfolio il corso ufficiale TonyBuzan® MindMapping Practitioner. Questo webinar – condotto dalla nostra Giulia Zavattaro, docente accreditato TonyBuzan® e MindMaps® Practitioner da oltre dieci anni, vi fornirà gli elementi di base per inizare ad applicare in pratica questa tecnica.

Il Mind Mapping è una tecnica per catturare informazioni creata dal guru internazionale Tony Buzan, autore di numerosi best seller.È dimostrato che questa tecnica migliora la produttività, la creatività e la memoria.
Il Mind Mapping è utilizzato in tutto il mondo per identificare nuove idee e opportunità, organizzare, gestire progetti, insegnare, studiare, comunicare informazioni e molto altro ancora…
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E-quality Italia ha adottato Holacracy®. Ecco perché.

Perché adottare Holacracy®?

Avete una nuova idea per la vostra organizzazione. È un’idea brillante, che migliorerà la qualità del prodotto e consentirà di spedirlo più rapidamente, riducendo i costi e migliorando il profitto.

È un processo frustrante

Con ogni probabilità, però, il processo necessario per l’approvazione della vostra idea prevede che si faccia del lavoro di analisi, si prepari un report e poi si organizzi una riunione per presentare i risultati.

Una volta fatto tutto questo non vi resta che sperare che uno dei decisori della vostra azienda decida di dare seguito alla vostra idea.

È un processo frustrante, e lo avete probabilmente già sperimentato se avete lavorato in una grande organizzazione.

Le piccole organizzazioni non hanno di questi problemi.

Le startup sono agili. Le decisioni sono rapide, ed è possibile adattarsi rapidamente.

Nel momento in cui le startup crescono la dinamica dell’organizzazione cambia. Nascono diversi strati di management, Arriva la burocrazia. Non è più semplice mettere in pratica le proprie idee. Sono necessarie delle approvazioni per ogni attività.

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Intervista a David Allen

David Allen risponde alle nostre domande

La velocità e la frequenza dei cambiamenti e il numero crescente di cose da fare a casa e al lavoro sembra essere una caratteristica della vita moderna. Molte persone ritengono che se avessero più tempo a disposizione potrebbero far fronte in modo migliore ai propri impegni. Può spiegarci la differenza tra tempo a disposizione e spazio a disposizione, e perché questa distinzione è rilevante per la nostra produttività e il nostro benessere?

Non c’è bisogno di tempo per avere una buona idea, per essere innovativi e creativi, per amare o semplicemente per essere presenti a sé stessi qualsiasi cosa si stia facendo. Queste attività non richiedono tempo; richiedono spazio nella nostra psiche. Se siamo preoccupati, distratti, se portiamo dentro di noi i problemi del lavoro a casa o i problemi di casa al lavoro non saremo produttivi come potremmo esserlo, qualsiasi cosa stiamo facendo.
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GTD® e il Project Management secondo David Allen

Come molti dei lettori di questo blog sono rimasto affascinato anni fa (molti anni fa, ormai…) dalle metodologie di Project Management, che mi sembravano un ottimo modo per portare ordine nelle organizzazioni in cui lavoriamo, e – perché no – anche nelle nostre vite.

Per questo motivo negli anni ho studiato avidamente, e ho cercato di applicare, prima i consigli della Guida al PMBoK®, poi quelli della guida Successo alla Gestione dei progetti utilizzando PRINCE2®, e poi ancora i suggerimenti della Definitive Guide to Scrum™, e di un numero imprecisato di altre metodologie, Agile o tradizionali.

Poi ho iniziato ad applicare Getting Things Done® di David Allen (GTD®), e mi è sembrato di aver trovato finalmente quello che cercavo; un metodo pratico per portare ordine nel caos, e per mettere sotto controllo i nostri progetti. Mi è sembrato anche che GTD® non fosse in contraddizione con tutte le altre metodologie che ho studiato e applicato negli ultimi 25 anni (eh sì).

Dal momento che sono un ragazzo fortunato.. ho avuto modo recentemente di parlare di questi argomenti con David Allen durante il recente incontro dei GTD® representative ad Amsterdam. Trovate la registrazione della nostra chiaccherata nel video qui sotto.

Se non avete voglia di ascoltare tutto il video.. ecco le conclusioni della nostra intervista:

  • sappiamo ormai che la nostra mente segue – ogni volta che affrontiamo un nuovo progetto – cinque passi ben definiti, ovvero l’identificazione dello scopo del progetto, la creazione di una vision per il progetto, il brainstorming, l’organizzazione degli esiti del brainstorming e l’individuazione delle prossime azioni.
  • le metodologie di Project Management hanno ottenuto ottimi risultati, ma si concentrano sul passo organizzazione, trascurando spesso gli altri quattro passi.
  • anche i piani di progetto più dettagliati non possono contenere il livello di dettaglio necessario per passare davvero all’azione.

Morale? GTD® è fondamentale per chiunque lavori in un ambiente di progetto…

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