Five Whys

Il Project Management Institute ha recentemente reso disponibile il nuovo Exam Content Outline per la certificazione PMI-ACP®. Il nuovo esame è entrato in vigore a partire dal 15/10/2015, dopo un periodo pilota.
Prosegue la lunghissima serie di post nei quali tratteremo tutti gli elementi del Toolkit PMI-ACP®; oggi parliamo di Five Whys.

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La tecnica dei Five Whys (Cinque Perché) è stata sviluppata originariamente da Sakichi Toyoda ed è stata usata dalla Toyota Motor Corporation come parte del Toyota Production System. La tecnica è oggi adottata universalmente, ad esempio nell’ambito degli approcci Kaizen, Lean e Six Sigma. Vediamo di seguito di che cosa si tratta.

La tecnica dei Five Whys è una tecnica iterativa che ha come obiettivo esplorare la catena di relazioni causa-effetto alla base di uno specifico problema. L’obiettivo principale della tecnica è individuare la causa principale (root cause) di un difetto o di un problema ripetendo più volte la domanda “Why?” (Perché?). La risposta a ogni domanda è alla base della domanda successiva. Il numero cinque deriva dall’osservazione empirica del numero di iterazioni tipicamente necessario per risolvere il problema.
Dal momento che non sempre è possibile trovare una singola causa principale per un problema può essere necessario ripetere l’applicazione della tecnica utilizzando una diversa sequenza di domande. La tecnica non fornisce indicazioni su come individuare le sequenze di domande da esplorare, o sul numero di iterazioni necessarie per trovare tutte le cause. Di conseguenza il successo della tecnica si basa largamente sulla preparazione e sulla tenacia delle persone coinvolte.

Vediamo di seguito un esempio.

L’automobile non parte. (problema)

  • Perché? – La batteria è scarica.
  • Perché? – L’alternatore non funziona.
  • Perché? – La cinghia dell’alternatore si è rotta.
  • Perché? – La cinghia dell’alternatore non era mai stata sostituita.
  • Perché? – Le scadenze dei tagliandi dell’automobile non sono state rispettate. (causa principale)

Avremmo potuto continuare con l’analisi, ma come spesso accade cinque domande sono state sufficienti per arrivare a una causa principale. È fondamentale evitare assumptions e percorrere la catena causa-effetto con piccoli incrementi in grado di portarci pian piano all’individuazione di una causa principale che sia ancora correlata con il problema originario. Notate come nell’esempio la causa radice sia stata individuata in un processo non applicato, e quindi in un comportamento che può essere modificato. Questo è uno degli aspetti più importanti dell’approccio 5 Why; la vera causa principale deve far riferimento a un processo che non sta funzionando a dovere o che addirittura non esiste, per evitare di ricadere sulle “solite” scuse; non ho abbastanza tempo, denaro, risorse per risolvere i problemi. A questo proposito può essere utile sostituire la domanda “Perché?” con la domanda “Perché il processo ha fallito?”, dal momento che “le persone non sbagliano, i processi sì“.

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Five Whys ultima modifica: 2016-07-30T18:18:17+01:00 da amministratore