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Mappe mentali, creatività e innovazione

Qual è il rapporto che lega mappe mentali, creatività e innovazione?

BUSINESS CREATIVO

Business Creativo

L’Institute For The Future, nel rapporto stilato nel novembre 2008 per il Technology Horizons Program, scriveva che

L’alta redditività, l’innovatività dell’economia della conoscenza sono meno inerenti alla gestione della conoscenza piuttosto che alla creazione di conoscenza — dunque creatività e innovazione.

Oggi il business creativo è infatti una realtà consolidata, che poggia su una serie di concetti che ne costituiscono i pilastri.

In breve, è un approccio win-win che – partendo da una solida conoscenza dei modelli in uso e delle regole vigenti – pone le persone al centro dei processi; sfrutta un livello impercettibile di tecnologia attraverso strumenti semplici, sociable e “simbiotici” – diaframmi sottilissimi, dunque, tra uomo e macchina; si pone gli obiettivi di prevenire e risolvere conflitti, armonizzare i processi e apportarvi un miglioramento continuo: tutto questo su impulso di un motore ben preciso – la creatività.

Cosa si intende per creatività?

Tony Buzan, l’inventore del Mind Mapping, sul numero di ReSource Magazine del luglio 2006 la definisce così:

La creatività può essere descritta come l’abilità di vedere nuove relazioni tra le cose ed esprimerle in modo differente: allenare il tuo cervello a essere nuovamente “innocente”, come disse William Blake, a vedere con gli occhi di un bambino. Ogni cosa è dunque nuova; se tutto è nuovo allora è automaticamente emozionante e di conseguenza ciò che immagini è nuovo, entusiasmante, fresco, stimolante – non l’hai mai visto prima.

Perché è fondamentale?

Citando di nuovo il rapporto dell’IFTF,

La creatività sta rapidamente diventando il vantaggio competitivo per le organizzazioni all’avanguardia.

Da ciò consegue una verità tanto semplice quanto potente: sono le persone a dover essere poste al centro dei processi.

Dal momento che la creatività diventa sempre più importante, uno degli strumenti più potenti si rivela ancora il cervello umano – con la sua abilità di custodire conoscenza tacita, di sintetizzare informazioni, vedere modelli, derivare intuizioni, e creare qualcosa di nuovo. (IFTF 2008)

The Age Of Intelligence

Le osservazioni che l’Institute For The Future riportava nel 2008 anticipano di poco le conclusioni enunciate nel 2009 dallo stesso Tony Buzan.

Era il 25 giugno quando, durante la cerimonia d’apertura della 14th International Conference on Thinking (ICOT) tenutasi a Kuala Lumpur, l’inventore del Mind Mapping dichiarò ufficialmente che siamo attualmente nella cosiddetta Age of Intelligence1.età dell'intelligenza

Con questa affermazione si intende evidenziare come, fino a poco tempo fa, venisse posto l’accento sulla conoscenza e sul knowledge management – ma indagando a monte la tematica, ci si è resi conto che c’è qualcosa che va gestito che è ancor più importante della conoscenza: è il manager della conoscenza stessa – in altre parole, il cervello umano.

L’importanza di tradurre e registrare le dinamiche e i “prodotti” del nostro cervello in formati leggibili e condivisibili diviene allora di preponderante importanza.
A questo proposito è paradigmatico ricordare l’ingegnere statunitense Vannevar Bush: nel 1945 egli pubblicò sul periodico The Atlantic Monthly un articolo dal titolo As We May Think (Come potremmo pensare), nel quale prospettava un’apparecchiatura futuribile con cui uno studioso potesse raccogliere e organizzare i vari testi e le varie fonti che sarebbero state funzionali ai suoi studi e la chiamava memex, abbreviando memory expansion. In questo articolo visionario scriveva:

Compariranno nuovi tipi di enciclopedie confezionate con una rete di percorsi associativi che le collegano, pronte ad essere inserite in memex e qui ampliate. 

Alla fine il Memex non fu mai realizzato, tuttavia l’idea di un sistema che fosse in grado di registrare i viaggi mentali di un individuo – e le connessioni uniche che tale individuo può creare tra le idee – ha inspirato innovazioni quali la GUI – Graphical User Interface, il personal computer, la pubblicazione di ipertesti e l’invenzione di Internet. Sessant’anni dopo, il sogno di creare strumenti che ci aiutino a focalizzare l’attenzione, a raffinare la nostra memoria, a dare impulso alla nostra creatività e a vedere le connessioni tra cose apparentemente distanti – in breve, che ci aiutino a pensare – rimane più vivido che mai. 

Daydreaming

“Il sogno“; questa parola utilizzata poc’anzi non è stata scelta a caso: sebbene faccia riferimento in questo caso al desiderio di realizzare strumenti che ci aiutino a pensare, questo termine si iscrive perfettamente nel contesto semantico del nostro discorso. In che senso? Nel senso che i percorsi associativi, i viaggi mentali compiuti dal nostro cervello (protagonista assoluto di queste riflessioni e dell’attuale Age of Intelligence) prendono più spesso di quanto crediamo la forma di sogni a occhi aperti (daydreaming).

Qual è, dunque, la relazione tra il sognare a occhi aperti e il potere di innovare il nostro business attraverso la creatività?

Ricorriamo di nuovo alle parole di Tony Buzan per qualche spunto:

Sognare a occhi aperti è uno strumento eccellente per scatenare la creatività; tutti lo facciamo. Spesso conduco sondaggi durante le mie lezioni, durante i quali chiedo “Quanti di voi sognano a occhi aperti? Ogni mano schizza in alto – istantaneamente. Nonostante le differenze d’età o di razza, i diversi contesti formativi, tutti – e di entrambi i sessi – lo facciamo; è comune a qualsiasi essere umano. Allora poi chiedo “Quanti di voi amano sognare a occhi aperti?” Tutti! “Quanti di voi sognano a occhi aperti ogni giorno, e quasi per tutto il tempo ogni giorno?” Tutti! E allora siamo tutti daydreamers; in termini di creatività, si tratta semplicemente di convogliare questi sogni a occhi aperti in una qualche forma di realtà. Questo è ciò che hanno fatto tutti i grandi inventori. Loro avevano un sogno, “io avevo un sogno”; e allora hanno organizzato le loro attività diurne e notturne per assicurarsi di realizzare questi loro sogni. Se vi guardate intorno ovunque siate ora, e lasciate che i vostri occhi evidenzino in modo sequenziale tutto ciò che avete intorno a voi, vi garantisco che tutto ciò che state osservando non è altro che la realizzazione di sogni.”  (ReSource Magazine, Luglio 2006)

Questi esempi empirici addotti da Buzan trovano conforto nelle teorie della psicologia umanistica, secondo le quali sia artisti e creativi che scienziati e matematici hanno sviluppato nuove idee durante le loro sessioni di daydreaming.
E non solo.
Uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America nel 2009 racconta come, incrociando l’Experience Sampling Method (ESM) e il Functional Magnetic Resonance Imagingsia stato evidenziato che sognare a occhi aperti comporta l’attivazione simultanea di due sistemi del cervello (l’executive network – attivato quando serve un’attenzione focalizzata – e il default network – attivato durante le ore di riposo o attività passive) che si assumeva lavorassero uno in opposizione all’altro:

The observed parallel recruitment of executive and default network regions — two brain systems that so far have been assumed to work in opposition — suggests that mind wandering may evoke a unique mental state that may allow otherwise opposing networks to work in cooperation.

… E l’executive network è il sistema cerebrale preposto alle attività più complesse di problem solving: questo vuol dire che quando si sogna a occhi aperti non solo si attiva l’executive network, ma si dà impulso alla sua attività grazie all’attivazione parallela di un’altra area del cervello – raddoppiando dunque il potenziale creativo (… Chiudendo il cerchio aperto all’inizio di queste riflessioni quando si parlava di creatività).

Dal sogno a occhi aperti alle idee innovative per il business

Ora, tirando le fila di tutto ciò che abbiamo detto fin qui (e ci rendiamo conto che si tratta di una notevole carrellata di informazioni…!), viene spontaneo chiedersi quale strumento ci potrebbe realmente supportare nel catturare le attività del nostro cervello, le sue idee e le sue associazioni uniche tra le idee stesse, i suoi viaggi, i sogni a occhi aperti, e allo stesso tempo sistematizzando tutti questi contenuti convogliando dunque tutto questo potenziale in una qualche forma di realtà.

Saremo di parte, ma crediamo profondamente che questo strumento si possa trovare nelle mappe mentali.

Come?

Un’ipotesi step by step potrebbe essere quella presentata in questa mind map…

creatività e innovazione

Per prima cosa è ovviamente necessario catturare i “sogni a occhi aperti”, le idee e le associazioni mentali uniche che scaturiscono dagli impulsi elettrici simultanei tra le nostre sinapsi.
Il Mind Mapping si può considerare uno strumento di visual thinking a 360° che permette anche un’immediata cattura delle informazioni – sia in entrata che in uscita rispetto alla nostra mente – nel modo più puro e immediato (con parole chiave o immagini evocative). Avete presente quando dovete far arrivare l’inchiostro al pennino della stilografica appena caricata, e dunque agitate la penna verso un foglio e a un certo punto l’inchiostro schizza sul foglio? Ecco: la mappa mentale permette di schizzare su foglio (cartaceo o elettronico) le idee come l’inchiostro della stilografica. Col vantaggio che non ne uscirà una macchia informe, bensì l’organizzazione logica naturale dei nostri pensieri.

Una volta registrati sogni, visioni e idee, sarà bene osservare criticamente la nostra mappa e, sfruttando i vantaggi di una visione d’insieme, enucleare le migliori idee catturate – quelle più creative.

Dopo aver selezionato le idee migliori, la mappa ci permetterà di svilupparle, associandole inoltre a un contesto concreto: la struttura radiale della mappa mentale permette infatti uno sviluppo pressoché infinito delle idee (coerentemente con le nostre capacità: ogni singola cellula cerebrale è in grado nello stesso istante di creare collegamenti con 10.000 o più cellule vicine!). Non solo: le leggi fondamentali del mind mapping permettono, come sappiamo, di attivare il pensiero creativo oltreché associativo, dando un potentissimo impulso quindi alla generazione di nuove associazioni e dunque nuove idee.

Una volta calate nel nostro contesto reale le nostre migliori idee e aver individuato quindi il modo in cui possano soddisfare dei bisogni reali, possiamo immaginare uno scenario ben più definito – e che certamente non potevamo immaginare prima.

A questo punto, non ci resterà che definire gli obiettivi il cui raggiungimento ci permetterà di realizzare la nostra visione innovativa – attenendoci, ovviamente, ai principi enunciati dall’acronimo SMART.

Da qui in poi, è un po’ un’altra storia – che comunque il nostro blog può raccontarvi molto bene!

… A questo punto diremmo che per concludere – o forse, per iniziare! – non resta che la doverosa citazione di uno che, di creatività, se ne intendeva:

If you can dream it, you can do it

Walt Disney

… Con le mappe mentali.

 

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1Non dimentichiamoci tuttavia quanto ci ricorda l’IFTF nel suo rapporto – e quanto Tony Buzan stesso conferma:

“Pur evolvendosi questa nuova generazione di strumenti per la conoscenza, il knowledge management tradizionale manterrà la propria importanza, così come l’agricoltura e l’industria manifatturiera hanno ancora il loro posto nell’economia dei servizi. Le Organizzazioni continueranno a tracciare risorse, a processare il ciclo payroll, manterranno database centralizzati, e gestiranno infrastrutture IT. Ma la nuova avanguardia non troverà il suo unico perno nel management, bensì nella scoperta; utilizzando sistemi per aumentare l’immaginazione e la creatività umane.”

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