Kanban

Kanban è una parola giapponese che può essere tradotta letteralmente come cartellotabellone. Negli anni ’50 del Novecento Taiichi Ohno, che lavorava in Toyota, sviluppò un sistema di controllo della produzione utilizzando delle card che fornivano un’indicazione visiva per innescare un’azione.

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Tecnica Delphi

Tecnica Delphi

Articolo originale di Praxis Framework, traduzione in italiano di E-quality Italia.

La tecnica Delphi è un processo iterativo per ottenere consenso su una questione da un gruppo di esperti in materia. È stata usata molto efficacemente da grandi organizzazioni per la pianificazione strategica di business.

Delphi

Il processo ha inizio con la definizione di un problema. Nel Project, Programme e Portfolio Management il problema potrebbe consistere nella necessità di assegnare priorità a progetti e programmi in un portfolio oppure nella stima della durata di attività mai svolte in precedenza in un diagramma reticolare.

Una volta definita la natura del problema si identifica un gruppo di esperti e si invia a ciascuno di loro questionario mirato all’individuazione di soluzioni al problema.

Il gruppo di norma non si riunisce fisicamente. Questo evita problemi di incompatibilità personale e di interazione di gruppo che potrebbero alterare le risposte.

Le risposte sono quindi analizzate; nel caso vi sia consenso si riassumono le conclusioni. Se la prima fase non produce consenso allora si prepara un secondo questionario che incorpora informazioni estrapolate dalla prima serie di risultati ottenuti.

Il fatto che il gruppo sia chiamato a riesaminare i risultati delle fasi precedenti tende a generare una posizione di consenso. Il ciclo è ripetuto fino a quando si raggiunga un consenso o non si ritenga possibile giungere ad un accordo migliore.

Praxis – il framework collaborativo on line per il Project, Programme e Portfolio Management – ha una voce Encyclopaedia in cui mette a disposizione una serie di brevi articoli per introdurre i più importanti concetti di Project Management. Abbiamo tradotto in italiano questi utili contributi e stiamo traducendo tutta la metodologia in italiano, grazie a un piccolo team di appassionati. L’articolo originale in inglese può essere consultato qui.

Burn down chart

Burn down chart

Articolo originale di Praxis Framework, traduzione in italiano di E-quality Italia.

Un burn down chart è una rappresentazione grafica del lavoro rimanente rispetto al tempo a disposizione. Il semplice principio del grafico è che esso si concentra su ciò che resta da fare piuttosto che ciò che è stato fatto. Mentre una valutazione di ciò che è stato fatto crea un sentimento di soddisfazione, una valutazione di ciò che resta da fare crea una sensazione di urgenza.

Un burn down chart è una rappresentazione grafica del lavoro rimanente rispetto al tempo a disposizione.

La scala verticale può essere misurata con diverse unità. Le scale più utilizzate sono l’effort (indicato in ore o giorni) o la dimensione dei prodotti consegnati. Alcuni approcci AGILE usano i cosiddetti ‘story points‘ su questa scala.

I burn down chart sono comunemente impiegati negli approcci AGILE, in cui si riferiscono ad un singolo timebox (o sprint). In questo caso il lasso di tempo è breve (in genere da 2 a 4 settimane) ed il grafico permette così di avere una reale percezione di ciò che deve essere fatto prima che il timebox sia terminato.
Il principio dei burn down chart potrebbe essere utilizzato contestualmente con altre tecniche come la creazione di tempi buffer nella pianificazione della catena critica.

 

Praxis – il framework collaborativo on line per il Project, Programme e Portfolio Management – ha una voce Encyclopaedia in cui mette a disposizione una serie di brevi articoli per introdurre i più importanti concetti di Project Management. Abbiamo tradotto in italiano questi utili contributi e stiamo traducendo tutta la metodologia in italiano, grazie a un piccolo team di appassionati. L’articolo originale in inglese può essere consultato qui

 

 

 

Relative Sizing

Molte persone trovano difficile stimare i task in Story Point utilizzando un dimensionamento relativo (relative sizing) invece di utilizzare il consueto sistema di stima in valori assoluti (giorni persona). Durante i nostri corsi Scrum questo è uno degli argomenti più dibattuti, e molto spesso le persone ritornano al loro comportamento abituale, stimando i task in modo assoluto e in giorni persona. Continua a leggere Relative Sizing

Active Learning Cycle

Molti team Agile fanno fatica a tenere traccia dei miglioramenti decisi dopo una retrospettiva. Uno strumento utile a questo proposito è l’active learning cycle.

Prendete un foglio da una lavagna a fogli mobili e dividetelo in 4 aree: Keep, Try, Breaks e Accelerators. Il formato più comune è quello riportato in figura, ma potete ovviamente adottare un formato differente.

Active Learning Cycle

Alla fine di ciascuna retrospettiva inserite le azioni di miglioramento che avete deciso di introdurre nella colonna “Try” con dei Post-it™. Ricordatevi di mettere il foglio in un posto dove tutto il team lo possa vedere, ad esempio vicino alla Scrumboard.
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Agile Modeling

Agile modeling (AM) è una raccolta di best practices per modellare e documentare sistemi software. AM si basa su valori e principi che possono essere applicati in un progetto di sviluppo Agile. Si tratta di un metodo più flessibile rispetto alla modellazione tradizionale, e quindi risulta più adatto agli ambienti che cambiano in fretta. AM fa parte del Toolkit per lo sviluppo software Agile. Continua a leggere Agile Modeling