Raccolta di articoli divulgativi o di approfondimento sulle best practices organizzative più diffuse.

Lo schema di certificazione ITIL 4 e la transizione da ITIL v3

Lo schema di certificazione ITIL 4 e la transizione da ITIL v3

Il primo modulo di ITIL 4 a essere rilasciato sarà il livello Foundation, il cui lancio è attualmente previsto per il primo trimestre del 2019. I livelli successivi dovrebbero essere rilasciati nella seconda metà del 2019. Lo schema di certificazione è allineato con ITIL v3 ed è stato semplificato per fornire percorsi chiari per i professionisti per continuare il loro percorso ITIL.

ITIL Managing Professional

ITIL Managing Professional (ITIL MP) si rivolge ai professionisti ITIL che lavorano all’interno di team tecnologici e digitali in tutte le aziende. Lo stream Managing Professional (MP) fornisce conoscenze pratiche e tecniche su come gestire con successo progetti, team e flussi di lavoro ITIL.

ITIL Strategic Leader

ITIL Strategic Leader (ITIL SL) riconosce il valore di ITIL, non solo per le IT operations, ma per tutti i servizi abilitati alla gestione digitale. Diventare un ITIL Strategic Leader (ITIL SL) dimostra che l’individuo ha una chiara comprensione di come l’IT influenza e dirige la strategia aziendale.
Per ottenere la qualifica ITIL Managing Professional o ITIL Strategic Leader, il candidato deve completare tutti i moduli di ogni flusso, con ITIL Strategist come modulo universale per entrambi i flussi.

Come passare a ITIL 4

Ci sono percorsi raccomandati che consentono alle persone in possesso di certificazioni ITIL v3 di passare a ITIL 4, pur acquisendo le competenze e le conoscenze necessarie per comprendere i concetti fondamentali della guida aggiornata.

Ho la certificazione ITIL v3 Foundation

Se un candidato ha conseguito solo la certificazione ITIL v3 Foundation, l’approccio raccomandato è quello di superare l’esame ITIL 4 Foundation per poter passare al nuovo schema. C’è una grande quantità di nuovo materiale in ITIL 4 Foundation, per cui è necessario un nuovo esame unico per valutare la conoscenza da parte dei discenti della nuova guida ITIL 4 Foundation. La pubblicazione di ITIL 4 Foundation è prevista per il primo trimestre del 2019.

Ho una certificazione ITIL Intermediate

I candidati che hanno conseguito pochi crediti ITIL dopo l’esame Foundation hanno due opzioni raccomandate per la transizione a ITIL 4, a seconda di ciò che vogliono ottenere dal nuovo schema.

  • OPZIONE 1: Candidati che non desiderano conseguire la certificazione ITIL Managing Professional. Il percorso raccomandato per questi candidati è quello di conseguire la nuova certificazione ITIL 4 Foundation, seguita dalla certificazione relativa al modulo più pertinente per la propria area di pratica/interesse (Specialist, Strategist, Leader).
  • OPZIONE 2: Candidati che desiderano conseguire la certificazione ITIL Managing Professional. Il percorso raccomandato per questi candidati è proseguire il proprio percorso di certificazione ITIL v3 fino a conseguire 17 crediti. Una volta raggiunti i 17 crediti i candidati potranno sostenere l’esame ITIL Managing Professional Transition non appena questo sarà rilasciato ottenendo così la qualifica di ITIL Managing Professional. Una volta ottenuta la qualifica ITIL Managing Professional i candidati potranno ottenere la qualifica ITIL Strategic Leader superando il solo esame ITIL Leader Digital & Strategy. Una volta completati entrambi gli stream i candidati potranno accedere a ITIL Master.

Ho più di una certificazione ITIL Intermediate (almeno 8 crediti ITIL)

I candidati che hanno conseguito almeno 6 crediti ITIL dopo l’esame Foundation hanno interesse a proseguire il proprio percorso di certificazione ITIL v3 fino a conseguire 17 crediti. Una volta raggiunti i 17 crediti i candidati potranno sostenere l’esame ITIL Managing Professional Transition non appena questo sarà rilasciato ottenendo così la qualifica di ITIL Managing Professional. Una volta ottenuta la qualifica ITIL Managing Professional i candidati potranno ottenere la qualifica ITIL Strategic Leader superando il solo esame ITIL Leader Digital & Strategy. Una volta completati entrambi gli stream i candidati potranno accedere a ITIL Master.

Stiamo preparando i nostri nuovi corsi ITIL 4 Foundation, in aula e in e-learning.

Non siamo dispositivi di archiviazione

Sei entrato nel supermercato.

“Pane, carta igienica, dentifricio, cipolle. Pane, carta igienica, dentifricio, cipolle”.

Un altro cliente ti guarda con aria interrogativa mentre ripeti bofonchiando la tua lista della spesa.

Esci dal negozio venti minuti dopo, spingendo un carrello pieno di cibo – ma senza carta igienica.

Ti è mai successo? È normale, accade a tutti, dal momento che non siamo dispositivi di archiviazione.

David Allen, autore del best-seller mondiale Getting Things Done® (tradotto in italiano con il titolo Detto. Fatto!) sostiene che il motivo per cui dimentichiamo le cose è che il nostro cervello non è stato progettato per conservare alla perfezione elenchi di cose da fare.

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Working Standard: un nuovo approccio al cambiamento

Working Standard: un nuovo approccio al cambiamento

Immagina per un momento di lavorare in un’organizzazione in cui le persone non rispondono più alle e-mail. Un posto in cui è diventato “normale” dover inviare messaggi due o tre volte – poi prendere su il telefono e chiamare le persone – per ottenere una risposta a un problema su cui si sta lavorando.
Oppure, se questo è un’esagerazione per la tua immaginazione, che ne dici di immaginare di lavorare in un luogo in cui tutte le riunioni iniziano come previsto, ma con un ritardo di cinque o quindici minuti, per poi proseguire ben oltre l’orario di fine previsto?

Cosa? Oh.

Lavori lì? Mi dispiace sentirlo.

La buona notizia? Non sei solo. La cattiva notizia? Potrebbero esserci dei problemi con i Working Standard nella tua organizzazione.

Negli ultimi anni il nostro lavoro con GTD® ha consentito ai singoli individui di cambiare davvero il modo di lavorare. I nostri clienti riferiscono un forte impatto sulla loro capacità di dare priorità, focalizzarsi e andare avanti sulle cose che contano per loro.

Dopo anni di feedback positivi sappiamo con certezza quali vantaggi derivano agli individui dall’uso di GTD.

Ci è voluto un po’ più tempo per notare che, quando abbiamo formato numero significativo di persone in un team, dipartimento o organizzazione, le cose hanno iniziato a cambiare per l’intera organizzazione.

La somma dei singoli cambiamenti è diventata maggiore delle parti quando le prassi GTD sono entrate a far parte del modo in cui i membri del team comunicano tra loro e sono diventati parte implicita delle aspettative dell’organizzazione.

Questo è stato un risultato notevole, soprattutto perché non abbiamo cercato di cambiare l’intera organizzazione, ma il cambiamento è avvenuto lo stesso quando abbiamo raggiunto un punto di svolta per gli utenti di GTD.

Questa considerazione ci ha fatto riflettere; e se potessimo puntare fin dall’inizio a ottenere un cambiamento? E se potessimo produrre in modo prevedibile risultati simili a livello di un’intera organizzazione?

Crediamo che ci sia un modo per offrire una guida chiara, semplice e dettagliata agli standard di lavoro, con un impatto significativo sui risultati e sull’esperienza di lavoro nell’organizzazione.

Vale la pena notare a questo punto che non stiamo parlando di “cambiamento culturale”. Con GTD ci concentriamo su una parte specifica della cultura organizzativa, che chiamiamo Working Standards – “il modo in cui facciamo le cose da queste parti”.

Si tratta di intervenire sull’efficacia delle persone nei team, piuttosto che su tutti gli aspetti della cultura organizzativa, come i valori, la storia, ecc. È sul cambiamento di quelli che sono considerati “normali” standard di gruppo nell’ambito dell’esecuzione che crediamo di poter dare un contributo di trasformazione.

Quali sono gli standard attuali per lavorare insieme verso gli obiettivi concordati nella vostra organizzazione?

Per riprendere gli esempi del paragrafo di apertura, è normale nella vostra organizzazione aspettarsi un tempo di risposta di 24 ore per le e-mail che vengono inviate, o è normale dover inseguire le persone per le cose che avete chiesto?

È normale iniziare le riunioni in tempo, con un risultato chiaro per la riunione, o è normale che le persone si presentino con 5-10 minuti di ritardo senza una chiara idea del perché si trovano nella stanza? Questi sono quelli che noi chiamiamo Working Standart.

Queste sono cose semplici. Così semplici che ci si potrebbe chiedere perché un membro della direzione aziendale debba preoccuparsi di queste cose. Sicuramente queste cose non sono degne dell’attenzione della direzione, vero?

Beh, in realtà lo sono. Queste cose sono semplici, ma non sono irrilevanti.

Per esempio, a livello individuale, molti leader di una certa età non ritengono interessante imparare a utilizzare correttamente la tastiera del PC .

Non sorprende, quindi, che costoro trovino impossibile continuare a tenere il passo con il flusso di comunicazioni che li raggiunge.

Non possono tenere il passo perché stanno cercando di trovare la loro strada utilizzando solo due dita durante la loro giornata, il che è come cercare di fare uno sprint con un piede rotto. Non è intelligente.

Allo stesso modo, i costi organizzativi della mancanza di consapevolezza del costo di sbagliare le cose semplici a livello di team non significa che questi costi non esistono, e i costi di una cattiva gestione della posta elettronica o di una cattiva gestione delle riunioni – per citare solo esempi – sono enormi.

Di seguito riportiamo alcuni benefici che i nostri clienti sperimentano quando le persone iniziano a utilizzare davvero GTD nel loro team o dipartimento:

  • Tempi di risposta alle e-mail più brevi.
  • Riunioni che iniziano in tempo, con risultati chiari.
  • Riunioni che terminano (in tempo) con responsabilità tracciabili per i progetti concordati e le azioni successive.
  • I leader delegano prima, e delegano attività più grandi.
  • I manager sanno su cosa sta lavorando il loro team.
  • I team sanno chiaramente cosa ci si aspetta da loro.
  • Migliore qualità, conversazioni più rapide sulla capacità di eseguire il lavoro e sulla definizione delle priorità tra i manager e le persone che i manager gestiscono.
  • Chiarezza sulle attività correnti, portando regolarmente a zero le caselle di posta in arrivo.
  • Maggiore fiducia nelle decisioni di definizione delle priorità, sulla base di revisioni periodiche di tutti gli impegni.
  • Maggiore capacità di rispondere a circostanze non pianificate e agli imprevisti, senza andare in superlavoro o paralisi.

Quando GTD viene implementato a livello di team o di dipartimento, aumenta la probabilità che l’organizzazione possa utilizzare ciò che sa, rendendo gli individui e i team più capaci di rispondere. Una volta che le persone dispongono di un sistema che consente di ottimizzare il proprio flusso di lavoro, vengono rimossi molti colli di bottiglia nel flusso di informazioni dell’organizzazione.

A livello di team, lavorare in questo modo rende visibili i benefici della collaborazione. E la collaborazione è fondamentale per padroneggiare l’ambiente dinamico e caotico in cui operano le organizzazioni. A nostro avviso, un approccio che non solo crea spazio per gli individui, ma migliora la reattività in tutta l’organizzazione, porterà a una maggiore e migliore collaborazione.

E tutto questo può anche contribuire a raggiungere obiettivi meno tangibili, come tornare a casa in tempo per vedere la famiglia, ed essere più presenti, non pensando al lavoro, quando si sta a casa. Sembra utopico? Non lo è. Con un approccio sistematico, questi risultati sono prevedibili e affidabili.

Articolo originale inglese di Next Action Associates, traduzione e adattamento in italiano di E-quality Italia S.r.l.

Due leader mondiali nel management e nello sviluppo personale

Due leader mondiali nel management e nello sviluppo personale

Articolo originale francese di In Excelsis, traduzione e adattamento in italiano di E-quality Italia.

Due leader……..

Stiamo parlando di Stephen Covey e David Allen, due dei maggiori esperti mondiali di gestione e sviluppo personale. Entrambi hanno influenzato centinaia di migliaia di leader, dirigenti, manager o semplicemente persone comuni in tutti i continenti.

Hanno in comune anche il fatto di aver scritto due best seller che hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo.

Stephen Covey è noto per il libro “Seven Habits of Highly Effective People”, mentre David Allen è noto per aver scritto “Getting Things Done; the art of stress-free productivity”

Due metodologie……..

Tra le persone che partecipano ai nostri corsi sorge periodicamente una domanda:

Queste due metodologie sono complementari o opposte?

La questione è stata affrontata qualche tempo fa da Stephen Covey (il nipote), che ha rilevato l’attività del nonno e che promuove e diffonde il metodo GTD® a livello internazionale.

A Stephen sarebbe piaciuto molto che suo nonno fosse ancora in vita per metterlo nella stessa stanza con David Allen in modo da poterli sentir parlare per qualche ora. Questo purtroppo non è possibile, e sarà quindi Stephen a fornirci a grandi linee la sua visione d’insieme dei due approcci.

…che si arricchiscono a vicenda

Getting Things Done® e i Seven Habits non sono due approcci in competizione tra loro; sono complementari e si arricchiscono a vicenda.

7 habits

L’approccio “7 habits” serve a fornire una visione di alto livello della propria vita, basata sui principi. Anche se l’approccio include alcune buone prassi queste non ne costituiscono l’elemento fondamentale.

Figura 1: 7 habits (FranklinCovey.it)

GTD®

Anche GTD® è un approccio basato su dei principi. Come dice lo stesso David Allen: ”È un approccio che presenta principi che ci permettono sia di riprendere il controllo delle cose che ci accadono, sia di avere una prospettiva su ciò che abbiamo deciso di fare.”

Il metodo GTD® non si limita però ad enunciare dei principi, ma va molto oltre nella pratica, nell’applicazione quotidiana e negli aspetti concreti che possono aiutare ad essere più efficaci nella vita.

In particolare, sviluppa l’habit n. 3 “Metti in ordine le priorità”. A questo scopo Covey utilizza la famosa matrice a quattro quadranti per illustrare le diverse attività che si svolgono nella vita di una persona. E la chiave per una reale efficacia è garantire che al Quadrante II (“Importante ma non urgente”) siano dedicati tempo e attenzione adeguati.

Figura 2: Matrice Covey/Eisenhower Matrix (Wikipedia)

Secondo Stephen Covey (il nipote), GTD® è il miglior strumento pratico per accedere frequentemente al Quadrante II. Anche la Weekly Review® (che è il quarto passo del Workflow GTD®) ha lo scopo di facilitare l’ingresso in questo quadrante.

GTD® ci aiuta anche ad applicare altri habit, come ad esempio l’habit #2 “Inizia con la fine in testa”, che richiama gli Horizons of Focus® in GTD®.

Figura 3: Horizons of Focus GTD® (calmachiever.com)

In conclusione

In sintesi, GTD® fornisce lo stato dell’arte per rendere operativi i 7 habits, dal momento che questi forniscono principi generali ma non ci indicano le azioni da eseguire quotidianamente.

GTD® ci dà gli strumenti pratici per allinearci ai principi enunciati nei 7 habits.

 

Come applicare insieme Scrum e Getting Things Done®

Scrum e Getting Things Done

Applico Scrum dalla fine degli anni ’90, e da tre anni sono diventato trainer Getting Things Done®; questo significa che le persone mi chiedono spesso quali sono le connessioni tra questo framework e GTD®.
Scrum è una struttura all’interno della quale le persone possono affrontare complessi problemi di adattamento, fornendo allo stesso tempo prodotti aventi il massimo valore possibile in modo produttivo e creativo.

Cos’è Scrum

Utilizzando le parole di Ken Schwaber e Jeff Sutherland Scrum è:

  • Leggero
  • Semplice da capire
  • Difficile da padroneggiare

Scrum è un framework di processo che è stato utilizzato per gestire lo sviluppo di prodotti complessi fin dai primi anni ’90. Scrum non è un processo o una tecnica per la costruzione di prodotti; piuttosto, è un framework all’interno del quale è possibile impiegare vari processi e tecniche.
Scrum è costruito intorno a tre ruoli e quattro eventi, he descriverò di seguito.
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M_o_R® Management of Risk in 442 parole

M_o_R® Management of Risk

Articolo originale di E-quality Italia. Consulta i nostri corsi sul Management of Risk!

Introduzione

M_o_R ® Management of Risk è un framework strutturato per prendere decisioni consapevoli circa i rischi cui è esposta un’organizzazione a livello strategico, di programma, di progetto od operativo.

A chi serve la guida M_o_R®

La guida può essere utile a business managers, risk management officer, CIO, information security officer, oltre che a program and project manager.

Che cos’è la guida MoR®

La guida M_o_R® è stata pubblicata per la prima volta nel 2002; quella attuale (2010) è la terza versione. La guida è stata pensata in origine perché fosse usata dal governo inglese. Oggi la guida è di proprietà di AXELOS ed è usata indifferentemente nel settore pubblico e in quello privato.
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Il framework COBIT®5

Il framework COBIT®5

COBIT® 5 (Control Objectives for Information and related Technology) è un framework prodotto e supportato da ISACA®. Il framework ha come obiettivo migliorare la governance e il management dell’area IT di un’organizzazione, collegando le strategie di business con gli obiettivi dell’IT. Il framework contiene anche le metriche e i maturity model necessari a valutare se l’IT abbia o meno raggiunto i propri obiettivi.

Il framework è disponibile per il download gratuito sul sito di ISACA®.
I livelli di COBIT5

Per COBIT®5 la gestione dell’IT non è un problema della sola funzione IT; all’interno del framework sono definite chiaramente le responsabilità dei process owner di business, oltre che quelle dei process owner della funzione IT.

Il framework fornisce una copertura completa e allo stesso tempo facilmente comprensibile dei processi di gestione dell’IT di un’organizzazione; questo risultato si ottiene perché COBIT®5 è un framework “ombrello” che fa riferimento agli altri framework e standard disponibili, come ad esempio ITIL®, TOGAF®, PRINCE2®… Questo rende COBIT 5 applicabile anche in tutte le organizzazioni che già adottano altri standard e best practice.

Descriviamo di seguito gli elementi principali del framework.

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GTD® FAQ

GTD® FAQ

Che cosa rende GTD® diverso dagli altri approcci di Time Management?

David Allen, l’autore di Getting Things Done, ha proposto un approccio radicalmente diverso. David sostiene che non abbiamo bisogno di time management (il tempo non può essere gestito) ma di self management, ovvero della capacità di gestire noi stessi in qualsiasi situazione o contesto. Il tempo è solo una variabile; dobbiamo imparare a gestire in modo efficace tutte le cose he dobbiamo o vogliamo fare, sia personalmente sia professionalmente.
GTD® ci spiega come conservare le informazioni che creiamo e catturiamo, decidendo ciò che vogliamo fare con esse, organizzando il risultato di questo lavoro in un sistema mantenuto costantemente aggiornato, e prendendo opportune decisioni tattiche e strategiche sul da farsi in ogni momento a partire dalle opzioni disponibili. GTD si pone come un approccio completo per aumentare la produttività diminuendo al tempo stesso lo stress.

Ci sono stati studi scientifici sull’efficacia di GTD®?

Sì; il capitolo 14 dell’edizione 2015 del libro Getting Things Done (pubblicato in italiano con il titolo “Detto, Fatto!”) cita numerosi ambiti di ricerca che hanno confermato l’efficacia del metodo, come ad esempio la psicologia positiva, la cognizione distribuita, la teoria del flusso, la teoria della autoleadership, e così via. Citiamo inoltre lo studio Getting Things Done: The Science behind Stress-Free Productivity di Francis Heylighen and Clément Vidal per ulteriori informazioni sui concetti scientifici alla base di GTD e del suo funzionamento.

Perché è preferibile partecipare a un corso piuttosto che limitarsi a leggere il libro?

Leggere il libro è certamente sufficiente per iniziare. Infatti molte persone che partecipano ai corsi hanno già letto il libro (anche se non è obbligatorio). Il libro è un ottimo modo per ottenere la conoscenza necessaria, mentre i corsi forniscono un aiuto per l’applicazione pratica. I corsi sono organizzati come workshop dove si inizia ad applicare GTD ottenendo dei feedback immediate da parte del facilitatore e degli altri partecipanti in sala, che si aiutano l’un l’altro nell’applicazione dei concetti fondamentali durante tutta la durata del corso. È la stessa differenza che passa tra conoscere qualcosa e metterlo davvero in pratica. Le best practices nell’applicazione di GTD sono presentate in diversi formati per soddisfare molti diversi stili di apprendimento.

Ci sono altre aziende che fanno formazione su GTD®?

E-quality Italia è l’unico partner della David Allen Company certificato del nostro Paese. Tutti i nostri trainer e coach hanno seguito un rigoroso processo di formazione e certificazione progettato e ottimizzato dalla David Allen Company negli ultimi trenta anni. I nostri sono quindi gli unici seminari e programmi di coaching GTD® certificati in Italia.

In che modo GTD® separa il successo dallo stress?

Il fatto che per avere più successo si debba accettare un maggiore livello di stress è un luogo comune molto diffuso. Abbiamo però visto spesso in che modo la tecnologia dell’informazione sia riuscita a trasformare attività difficili, complesse e stressanti in compiti di routine che vengono eseguiti al click di un pulsante. GTD® è una specie di “tecnologia della mente”, un processo di pensiero collaudato a lungo in alcuni degli ambienti di lavoro più impegnativi della nostra società, in grado di aumentare la produttività senza richiedere uno sforzo maggiore. In effetti gran parte delle persone sperimenta una riduzione dello stress contemporaneamente all’aumento dei risultati ottenuti, In termini più semplici GTD® è un modo più smart di vivere e lavorare.

Perché le persone raccomandano con entusiasmo GTD®?

Se avete contattato E-quality Italia perché qualcuno vi ha raccomandato il metodo GTD® sappiate che non siete i soli. Se aveste scoperto qualcosa che vi ha aiutato sistematicamente a raggiungere risultati migliori con minor stress sareste anche voi entusiasti! Qualunque cosa vi abbiano raccontato dell’adozione di GTD® vi raccomandiamo di provare il metodo in pratica e di persona, per vedere cosa GTD® può fare per voi. I nostri corsi rappresentano un ottimo punto di partenza.

In che modo GTD® può aiutare le persone ad alto potenziale?

GTD® è diverso dai programmi di gestione del tempo e della produttività che spesso sono inseriti nei piani di formazione come palliativo per i problemi incontrati dalle persone ad alto potenziale. GTD® consente di aiutare le persone più brillanti, impegnate e ambiziose delle nostre organizzazioni a raggiungere i loro obiettivi. Inoltre GTD® consente di rendere sostenibile nel lungo periodo un livello di prestazione elevato.

Quali sono i passi successivi del percorso GTD®?

David Allen, il creatore di GTD®, ha paragonato la pratica GTD® a un’arte marziale in cui non ci sono necessariamente sempre mosse più avanzate da imparare, ma in cui i fondamentali della comprensione e dell’esecuzione devono essere costantemente raffinati durante tutta la vita e la carriera di ciascuno. Per questo motivo non c’è una progressione lineare, ma piuttosto coloro che praticano GTD® spesso trovano proficuo rileggere il libro e partecipare a corsi pubblici o a programmi di coaching personalizzati durante vari momenti della loro evoluzione.

Come posso entrare in contatto con gli altri che applicano GTD® in Italia?

Gestiamo diversi siti e gruppi social; potete scegliere a quali aderire per entrare in contatto con noi e con le altre persone che applicano GTD® in Italia.
In particolare potete rimanere in contatto con noi:

  • leggendo gli articoli sul nostro blog
  • mettendo “Mi piace!” sulla nostra pagina Facebook dedicata a GTD®
  • chiedendo l’iscrizione al gruppo Facebook GTD® Italia
  • seguendo l’account Twitter @GTD_Italia

Triplo vincolo

Triplo vincolo

Articolo originale di Praxis Framework, traduzione in italiano di E-quality Italia.

Il triplo vincolo è una delle verità fondamentali del Project, Programme and Portfolio Management. Conosciuto anche come il ‘triangolo di ferro’, ha generato molte varianti, ma queste spesso diluiscono l’impatto dell’originale.

Nella sua forma più semplice il triangolo mostra la relazione tra gli obiettivi del lavoro (ambito), il tempo necessario per la loro produzione e quanto costerà completare il lavoro.

Il fattore significativo del triangolo è che è la forma geometrica più stabile e mostra come qualsiasi tentativo di apportare modifiche a un angolo del triangolo avrà un impatto immediato sulle altre due.

Questo non è certo un concetto nuovo. Oltre 150 anni fa, John Ruskin disse:

La legge comune del bilancio economico vieta di pagare poco e ottenere molto – non si può fare.

La bellezza del triangolo è che è illustra questo e altri collegamenti in modo molto semplice. Se si amplia l’ambito ci vorrà più tempo e costerà di più; se si limita il budget ci si dovrà accontentare di un ambito ristretto; limitando il tempo aumenteranno i costi.

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In sette video il sistema GTD di David Allen

In sette video il sistema GTD di David Allen

GTD® è l’acronimo di Getting Things Done, una sigla nota a tutti coloro che hanno già migliorato la loro vita con il programma di David Allen.



Nel corso degli anni “Detto, fatto!” è diventato il manuale di riferimento per affrontare ogni tipo di impegno – lavoro, studio, intensa vita personale – in modo rapido ed efficace, e ha generato un’intera cultura di siti web, strumenti organizzativi, seminari e seguaci entusiasti.

Ognuno di noi si scontra ogni giorno con l’impossibilità di fare tutto e con l’inevitabile rischio di trascurare le cose importanti o di prendere le decisioni sbagliate. Il metodo del mago della produttività personale ci insegna a raggiungere un obiettivo straordinario: aumentare la nostra capacità di organizzarci e diminuire l’ansia.

In questa serie di sette episodi, registrati direttamente a casa Allen, David ci mostra come ha organizzato il suo sistema GTD®. Ecco i video con i relativi contenuti.
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